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Capoterra, 24 giugno 2001

Prima il fuoco e poi la penosa ordinanza di demolizione
Centro storico, demolita  una casa centenaria

Un mozzicone di sigaretta spento male e buttato poco distante dai materassi, sarebbe la causa del vastissimo incendio che ieri mattina poco dopo le nove è divampato in una palazzina ultra centenaria abbandonata, frequentata dal alcuni sbandati, situata nella centralissima via Roma, proprio a fianco alla chiesa parrocchiale di sant’Efisio. In pochi istanti le fiamme hanno raggiunto il piano superiore dell’abitazione, costruito in travi di legno e canne che si sono trasformate in veri e propri combustibili. Gli abitanti di via Roma e corso Gramsci hanno vissuto momenti da incubo e in preda al panico si sono riversati nella piazza della chiesa perché le fiamme tentavano di spingersi alle abitazioni vicine. Si sono vissuti momenti drammatici per salvaguardare l’incolumità delle anziane sorelle Piano che vivono proprio a fianco della palazzina andata a fuoco. La signora più anziana, quella cioè di 86 anni, è stata tratta in salvo dal nipote Delio. Per più di un’ora gli abitanti di via Roma e numerosi passanti hanno vissuto momenti apocalittici e per tutta la zona  non si vedevano altro che immense nubi nere a tal punto da trasformare il centralissimo incrocio di via Roma e il Corso in un paesaggio lunare. L’immediato intervento dei vigili del fuoco, accorsi sul posto ha evitato che la drammatica situazione si trasformasse in tragedia. Il 115 ha lavorato fino a tarda mattinata per spegnere le fiamme e bonificare l’abitazione. Prima l’ufficio dei servizi tecnologici e poi il sindaco, Giorgio Marongiu hanno emesso l’ordinanza di demolizione resa esecutiva nella tarda mattinata di ieri. Riportando così la tranquillità e la sicurezza nel centro storico. La palazzina di proprietà del signor Tommaso Zanda, ora rimasta agli eredi, era stata costruita più di cento anni fa con i mattoni in “ladiri” cioè in mattoni d’argilla, travi in legno e canne, rimaneva in piedi quasi per miracolo a testimoniare con insistenza, un centro storico ormai scomparso per far posto alla speculazione edilizia. Se ne va così, per i contenziosi tra gli eredi e l’incuria delle istituzioni uno degli ultimi palazzi centenari testimone dell’antica architettura campidanese. Ora non resta che un cumulo di macerie. Intanto i vigili del fuoco hanno inviato un dossier alla Procura della repubblica per far piena luce sull’accaduto.

Le Foto dell'incendio

Dario Serra, corrispondente de "La Nuova Sardegna"

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