| Capoterra,
17 giugno 2001
XXIII Comunità montana
Piano
di sviluppo socio economico
Venerdì 15 giugno si è riunito il consiglio della XXIII
Comunità montana per discutere e adottare il Piano di
sviluppo socio economico. Ora lo strumento passa nelle mani
dei consigli comunali di Uta, Assemini, Capoterra, Sarroch e
Villa San Pietro. Successivamente i singoli comuni
apporteranno le dovute integrazioni e miglioramenti che
entreranno a far parte a pieno titolo del Piano. “Il
nostro paese soffre di un isolamento a causa della carenza
delle vie di comunicazione - lamenta Ignazio Soriga, sindaco
di Uta – questo penalizza fortemente il nostro territorio.
Quindi cercheremo di inserire questa priorità. Inoltre, nel
nostro territorio, in località “Su niu de su pilloni”
sono presenti reperti di grande interesse archeologico,
basti pensare alla chiesetta campestre di santa Maria che
risale al XII secolo – continua il sindaco di Uta – è
inoltre di primaria importanza piazzare sul mercato i nostri
prodotti agricoli”. Quindi il Piano appena adottato, se
troverà concreta realizzazione, diventerà la manna dal
cielo per i cinque paesi che fanno parte della XXIII
Comunità montana, perché lo sviluppo economico porterà
necessariamente ad un incremento dell’occupazione e al
miglioramento del benessere della popolazione. L’attuazione
dei numerosi progetti di sviluppo richiede naturalmente
ingenti investimenti di capitale che le amministrazioni
comunali, dovranno chiedere all’Ue, allo Stato e alla
Regione. Quindi, libera scelta ad ogni singolo comune di
puntare sui fattori prioritari per il proprio territorio.
“Noi punteremo sul miglioramento delle attività agricole,
sulla valorizzazione della montagna come bene da tutelare e
da valorizzare in senso di sviluppo e incremento dell’occupazione
– sostiene Claudio Uccheddu, sindaco di Villa San Pietro
– Quindi, turismo montano con l’attuazione di numerosi
servizi e strutture ricettive come l’agriturismo.
Migliorare la qualità della vita, significa soprattutto,
migliorare l’ambiente – continua Claudio Uccheddu -
questo è possibile con la raccolta differenziata e con il
consorzio tra i comuni per lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani”. |