| Capoterra,
08 giugno 2001
Lingua sarda
La lingua sarda insegnata attraverso
le tradizioni
Oggi
e sabato alle 10 gli alunni delle scuola elementare di via
Caprera e in particolare delle classi quinte si esibiranno
in canti e balli ispirati alla cultura e alla tradizione
della Sardegna. È un momento molto atteso dalle scolaresche
perché finalmente potranno mostrare al pubblico presente le
tecniche del ballo e del canto rigorosamente in lingua
sarda. I due giorni che vedono protagonisti gli alunni delle
classi quinte sono stati seguiti dai loro docenti e dal
fisarmonicista Luciano Marotto che ha curato i testi e le
coreografie dei balli. Due giorni interamente dedicati
all’arte che riproducono uno scorcio di vita dei nonni:.
Oggi è il turno delle classi quinta A e B guidati dalle
insegnanti Mulas Franca, Piras Anna Maria e Sabina Cappai
che proporranno: su ballu inventau, su passau atres, nannedu
meu, non poto riposare.
Domani sarà il turno degli alunni di quarta e quinta
C guidati dai docenti Antonella Cabiddu, Annalisa Cocco,
Paola Figliola e Rita Pinna che ha anche accompagnato i
canti e i balli con la melodia della chitarra. La
manifestazione di fine anno è uno dei modi per rendere
visibile la legge regionale ventisei, che ormai da due anni,
la scuola di via Caprera porta avanti. Docenti e alunni
hanno lavorato e lo faranno ancora, nei prossimi anni, perché
l'impiego di tre lingue: la lingua materna del bambino e la
lingua sarda e la lingua straniera, non limita in alcun modo
la competenza dell’italiano, anzi ne consente
un'acquisizione più solida e consapevole. Per tutti
infatti, è utile disporre codici di socializzazione in una
regione bilingue. Conoscere e saper usare la lingua
nazionale e il sardo, oltre a varie lingue straniere,
arricchisce sul piano linguistico, culturale e sociale oltre
ad offrire la possibilità di vivere in maniera piena la
realtà circostante. Perché la valorizzazione della lingua
e della cultura locale non significa chiusura
alle altre realtà, ma significa comprenderle sempre
più per sentirsi cittadini del mondo A tale scopo, i
docenti hanno inserito il progetto nel piano dell’offerta
formativa così da essere parte integrante del curricolo
degli alunni, in modo che raggiungano concreti obiettivi,
come, ad esempio, sviluppare la consapevolezza di
appartenere alla propria comunità locale, regionale ed
europea per vivere in pieno la realtà del proprio ambiente.
Insomma la valorizzazione della lingua e della cultura
sarda, attraverso le molteplici attività didattiche, ha
puntato al fatto che gli alunni, utilizzino tutte le lingue
e le culture per sentirsi a tutti gli effetti "cittadino
del mondo". Utilizzare,
la lingua, la cultura del proprio territorio anche per
attenuare la dispersione scolastica, in un territorio così
vasto e con molteplici problemi in agguato.
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