| Capoterra,
03 giugno 2001
Caccia al piromane
Venerdì
pomeriggio l’incendio divampato dalle colline di Capoterra
fino alla residenza di Poggio dei Pini ha distrutto ben
trenta ettari di macchia mediterranea. E c’è mancato poco
che si sfiorasse la tragedia: decine di case evacuate, una
scuola materna ha rischiato di andare distrutta, panico tra
gli ospiti della comunità protetta della Asl 8 e tra gli
abitanti di Poggio dei Pini che per sei lunghe ore hanno
temuto che le loro case venissero distrutte dalle
inarrestabili fiamme che avanzavano sempre più, spinte
anche dal forte vento di maestrale. I vigili del fuoco, la
forestale e decine di volontari hanno lavorato fino a tarda
notte per spegnere l’incendio e bonificare la vasta area
coinvolta. Questo è il primo incendio di vaste proporzioni
della stagione estiva che ha messo a dura prova i mezzi
antincendio. Intanto si può affermare che i soccorsi hanno
superato la prova, perché hanno scongiurato una catastrofe.
L’incendio, molto probabilmente è di origine dolosa e
proprio su questa pista indagano a ritmo serrato la
forestale di Capoterra. Le indagini al momento, sono ancora
in fase preliminare. I rangers stanno perlustrando
l’intera area andata distrutta alla ricerca di indizi
utili. Intanto continua l’interrogatorio delle decine di
persone che abitano nei paraggi e di chi presumibilmente
intorno alle 16 è passato per la stradina collinare che
collega Capoterra a Poggio dei Pini. Se la forestale sta
seguendo la pista giusta, fra non molto il piromane che ha
distrutto trenta ettari di macchia mediterranea, sarà
identificato.
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