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La Parrocchia della "Madonna di Lourdes" a Poggio dei Pini

 


SIMBOLISMO NUMEROLOGICO

Una diversa possibilità di lettura simbolica, per la parrocchiale di Poggio dei Pini, è quella basata sulla mistica dei numeri, una delle più antiche forme di linguaggio codificate dalla Chiesa, rielaborando la tradizione cabalistica ebraica e l’antica filosofia platonica e pitagorica. I numeri, come si evince ad esempio dagli scritti di Sant’Agostino, erano considerati dai primi cristiani «sacratissimos et mysteriorum plenissimos» (sacrosanti e pieni di misteri), soprattutto sul fondamento di un passo del libro della Sapienza (11, 20), che rivolgendosi a Dio proclama: «Tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso». Così, i passi esegetici di numerosi Padri della Chiesa, sia greci sia latini, confermano come fosse regola comune, presso di loro, attribuire un valore mistico ai numeri della Bibbia, presupponendo che celassero sempre un significato nascosto. L’oggettivo fondamento di un simile approccio metodologico trova numerose conferme nello stesso testo sacro, e per quanto riguarda il nuovo Testamento, in particolare, nei Vangeli (Matteo e Giovanni) e nell’Apocalisse. Uno degli esempi più noti, contenuto proprio in quest’ultimo libro (13, 18), è rappresentato dal numero della bestia, il 666, che sembrerebbe aver celato il nome di Nerone Cesare, primo persecutore dei cristiani: «Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: esso rappresenta un nome d’uomo». Sarebbe interessante poter scoprire la chiave per aprire tutti i misteri dei numeri di cui sovrabbonda la Bibbia, ma purtroppo ancora si è ben lontani da una simile conquista. Anche nell’architettura della chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, comunque, il linguaggio numerologico è stato chiamato ad esprimere una serie di concetti, seppure piuttosto elementari, che possono infatti essere svelati e penetrati compiendo la semplice operazione di contare da uno a dodici

 

 


Pianta della chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, opera dell’ingegner Giorgio Diaz


1
Senza dubbio il più importante di tutta la Bibbia, il numero uno indica l'unità di Dio, prima persona della Santissima Trinità. Nella chiesa di Poggio dei Pini esso è rappresentato dalla forma circolare dell'edificio, dato che il cerchio, secondo le antiche concezioni filosofiche, rappresenta il numero singolare e la perfezione geometrica. Uno solo, poi, è anche l'altare, che è Cristo, a ribadire la fede della Chiesa nella sua essenza divina.


2
Il primo numero strettamente cristologico è il due, legato alla duplice natura umana e divina del Figlio di Dio, seconda persona della Santissima Trinità. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini esso è rappresentato dalla bicromia del pavimento, in calcare bianco e dorato: il colore bianco allude all'immacolato concepimento di Cristo nel grembo verginale di Maria, quindi alla sua incarnazione; il colore dorato, invece, richiamandosi a quello del più nobile tra i metalli, allude a Cristo in tutto lo splendore della sua divinità. L'argento e l'oro, nella simbologia medievale, rappresentano inoltre la duplice potestà del Sommo Pontefice, che può legare e sciogliere in terra e in cielo, e quindi Pietro, la roccia sulla quale è fondata la Chiesa, strumento materiale dell'umana salvezza. Il due, infine, è anche il numero dell'Antico e del Nuovo Testamento, simboleggiati dalle finestre dell'abside, che si aprono simmetricamente attorno al Crocifisso per illuminare, come i Testi Sacri, il Mistero pasquale.



3
Il numero della Santissima Trinità, nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, è contenuto specie nelle tre parti che principalmente la compongono in quanto edificio: le mura, che come si è visto rappresentano il Padre; il pavimento, che rappresenta il Figlio; il tetto, che rappresenta lo Spirito Santo. Di qui il richiamo anche alle tre virtù teologali, contenuto nelle tre parti che principalmente connotano l'edificio in quanto luogo di culto: Fede, rappresentata dall'aula per l'Assemblea, unita nel nome di Cristo; Speranza, rappresentata dalla navata o deambulatorio anulare, ove spiritualmente il pubblicano pentito leva a Dio l'unico vero culto a lui gradito: «Chi si umilia sarà esaltato» (Lc 18, 10-14); Carità, rappresentata dal presbiterio, dove il pane e il vino si fanno carne e sangue nel dono d'amore più grande di tutti.



4
Il quattro è uno dei numeri più importanti nella Bibbia. Quattro sono infatti le lettere del Sacro Tetragramma, il nome di Dio in scrittura ebraica; quattro sono i punti cardinali, e quindi le regioni del mondo chiamate alla salvezza; quattro sono i Vangeli. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, quattro sono le croci di consacrazione (non sei e non dodici, come pure ammesso dal Pontificale Romano), che ne segnano il perimetro esprimendo con grande pregnanza i vari concetti appena enunciati: quattro croci nell'unità del cerchio sono il Sacro Tetragramma; quattro gli angoli del mondo, il cerchio, verso i quali di irradia la salvezza apportata dalla croce di Cristo; quattro i sacri libri che trasmettono questo “lieto annuncio”. Quadrata è anche la forma delle due vasche interne del battistero, a ribadire che la salvezza di Cristo è destinata a tutto il mondo, deve essere universale, in greco catholichè, “cattolica”.



5
Il cinque è il numero dei sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) e quello delle membra (testa, braccia, gambe): nell'uso regolato degli uni e delle altre è la chiave dell'appartenenza al Corpo Mistico, della vita attiva nella Chiesa, in cammino verso Cristo. Cinque perciò, nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, sono le cappelle, in realtà 4 + 1, vale a dire le quattro laterali (battistero, cappella penitenziale, cappella eucaristica, coro) più l'abside nel presbiterio, disposte a stella a formare un profilo latamente antropomorfo. Esse rappresentano, inoltre, l'armonia dell'Antico e del Nuovo Testamento e la viva funzione docente della Chiesa. Il cinque è infatti il numero del Pentateuco, la legge di Mosè, ma 4 + 1 sono gli evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), quindi la Nuova Legge, nonché i principali Padri della Chiesa (Agostino, Ambrogio, Girolamo e Gregorio Magno), quindi la Tradizione, che fanno corona attorno a Cristo intronizzato nell'abside, luogo della presidenza dell'assemblea. Il cinque, infine, è anche il numero della professione di fede in Cristo Salvatore, Sotèr in greco (composto di cinque lettere), da considerarsi inscindibilmente unito a quello del nome di Gesù, Iesoùs, che è il sei (perché composto di sei lettere). Questo numero della salvezza, nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, è contenuto nella mensa dell'altare, cioè nei tre elementi che ne compongono la struttura (i due piedritti e la mensa) e nelle due croci a tau formate dalla loro unione: una simboleggiante quella di Cristo e l'altra quella del Buon Ladrone.



6
Il numero sei, nella numerologia mistica dei primi cristiani, come già accennato è quello del Signore Gesù. Il suo nome greco Iesoùs, infatti, è formato da sei lettere, e sei sono le punte del “sigillo della stella” di cui si parla nell'Apocalisse (22,16: «Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino»), inteso dagli antichi come un asterisco, Ü , formato dalle lettere iniziali delle parole greche Iesoùs e Xreistòs intrecciate assieme. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini il simbolo è contenuto nelle diagonali principali dell'edificio, che si ottengono collegando idealmente tra loro gli assi delle quattro cappelle e quello dell'abside con l'ingresso principale.



7
Il sette (nel senso della somma di 3 + 4) sono i cristiani, essendo questo il numero dell'uomo redento, fatto a immagine della Santissima Trinità, quindi tre, e materialmente composto dai quattro elementi aristotelici (terra, aria, acqua e fuoco). Questo numero, nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, è rappresentato dalla sua stessa struttura complessiva, considerata nei suoi principali elementi che sono il presbiterio, l'aula, la navata anulare e le quattro cappelle laterali, consentendo pertanto la totale identificazione simbolica dell'edificio materiale con l'edificio spirituale formato dall'Assemblea dei fedeli. Di qui anche il richiamo ai sette Sacramenti (Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine e Matrimonio) e ai sette doni dello Spirito Santo (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio).



8
L'otto è il numero di Cristo, in greco Xreistòs (otto lettere) secondo Sant'Agostino, simboleggiante ancora una volta la duplice natura del Signore, umana e divina. All'ottavo giorno dopo la sua nascita, infatti, Gesù fu circonciso secondo la legge mosaica, a testimonianza della sua reale incarnazione; nel «primo giorno dopo il sabato», poi, l'ottavo della settimana, egli risuscitò dai morti, mostrando tutta la sua potenza divina. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini, questo numero sacro contraddistingue in maniera specifica la forma del battistero.



9
Perfezione e onnipotenza di Dio sono simboleggiate dalla moltiplicazione per se stesso del numero trinitario: 3 x 3 = 9. La chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini contiene in effetti tre principali espressioni trinitarie, armonicamente amalgamate a formare un insieme coerente ed inscindibile. La prima, già esaminata, consiste nelle mura circolari, simboleggianti Dio Padre; nel pavimento bicromo, simboleggiante il Figlio; nella cupola forata, simboleggiante lo Spirito Santo. La seconda è costituita dall'altare, uno in tre parti, in quanto unico e formato da tre pietre, i due piedritti laterali e la grande lastra orizzontale, destinata all'immolazione della Vittima. La terza di queste espressioni trinitarie è anche il numero del cosmo, formato nell'antica concezione semita, dalla terra, dal cielo e dalle acque, che converge verso Cristo Pantocratore e da lui stesso irradia, traendone energia e vita. Anche nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini ogni cosa converge verso l'altare, che è Cristo, posto al centro ideale di tutto: il cielo rappresentato dai pilastri, dodici come i segni dello Zodiaco; la terra, rappresentata dalla forma circolare dell'edificio; l'acqua, oltre che da quella contenuta nel fonte battesimale, rappresentata dalle quattro diagonali principali formate dalle assi delle cappelle, allusione ai quattro fiumi dell'Eden (Gen 2, 10-14).



10
Dieci sono i comandamenti di Dio, porte di accesso alla salvezza, luci e guide dell'esistenza umana. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini il concetto è espresso molto efficacemente dalle dieci grandi porte-finestre che ne segnano l'intero perimetro esterno, aprendosi sulla bellezza della natura circostante (secondo la filosofia fondante di Poggio dei Pini come centro residenziale, che prevede l'armonica fusione di edifici e paesaggio), consentendo appunto l'accesso all'ambiente e la sua illuminazione da parte del «Sole di giustizia», che è Cristo. Nella concezione simbolica degli antichi cristiani, inoltre, il dieci era anche un numero strettamente cristologico, perché in greco esso si scriveva con la lettera iota, I, e in latino con la lettera ics, X, gli stessi elementi del “sigillo della stella”, Ü . Quest'ultimo, si ricordi, risulta formato dalle lettere iniziali delle parole greche Iesoùs e Xreistòs, che nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini corrispondono alle sue diagonali principali.



11
L'undici il numero del “comandamento nuovo” datoci da Gesù, il comandamento dell'amore, l'undicesimo: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 34). Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini è rappresentato dall'ingresso principale, anch'esso l'undicesimo.



12
Infine il dodici, a sua volta fondamentale nelle Sacre Scritture. Il dodici è il numero delle tribù d'Israele ma anche degli apostoli, quindi della salvezza portata a tutti gli uomini dalla fede nel Signore Gesù. Nella chiesa parrocchiale di Poggio dei Pini il dodici rappresenta ancora una volta l'armonia tra antico e nuovo Testamento, con i suoi dodici semipilastri addossati alla muratura perimetrale esterna, simboli del popolo eletto secondo la visione della Gerusalemme celeste contenuta nell'Apocalisse: «La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele» (Ap 21, 12); i suoi dodici pilastri a croce che ne ritmano lo spazio interno e sorreggono la struttura, invece, sono i simboli del collegio apostolico: «Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello» (Ap 21, 14). In chiave mariana, inoltre, questi ultimi rappresentano anche la corona di dodici stelle della Donna descritta nel libro dell'Apocalisse (12, 1), anch'essa attribuita dalla riflessione teologica della Chiesa alla Vergine Immacolata, patrona della parrocchia di Poggio dei Pini sotto il titolo di Madonna di Lourdes.
 

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