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Capoterra
- Is Olias, 28 luglio - 7 agosto 2003
La squadriglia, un'avventura
nel tempo
Il
parco della comunità montana a Is Olias ha accolto 3250 scouts tra
ragazzi, educatori, medici e infermieri. Dieci giorni di vita
all’aperto, di esplorazione ambientalista, di giochi ma manche di
preghiera. Così 20 mila scouts dagli 11 ai 17 anni a Vialfrè (To), a
Monteleone a Spoleto (Perugia), a Montella in provincia di Avellino e a
Is Olias in questi giorni partecipano al Campo nazionale dell’Agesci che
si concluderà mercoledì mattina con la cerimonia dell’ammaina bandiera.
Duecentoventi ettari del parco della comunità montana diventano per
dieci giorni un paese popolato dagli scout che lavoreranno per rendere
questo parte di mondo la loro casa. È un avvenimento storico per questo
pezzo di paradiso perché son passati vent’anni dall'ultimo raduno
nazionale dell’Agesci.
“La squadriglia, un’avventura nel tempo”. <<Questo il nome scelto
– dice il capo campo Sandro Repaci – perché il campo ha l’obiettivo di
educare questi ragazzi all’autonomia>>
Gli scout sono divisi in 420 squadriglie che portano, il nome degli
animali che si distinguono per le qualità: Volpe, Aquila, Tigre, Toro,
Lupo e così di seguito e in cinque sottocampi con il nome dei venti che
soffiano forte da queste parti: Libeccio, Scirocco, Grecale e
Tramontana. Ciascun sottocampo segue un "Modulo" e ogni giorno svolge i
suoi compiti. <<I ragazzi hanno scelto che laboratorio seguire – precisa
il campo campo Michela Peretti – perché è importante seguire le loro
attitudini e i loro interessi. Stavolta protagonisti della vita, sono
loro. Per questo è indispensabile che vivano da soli questa
esperienza>>. Il villaggio delle tecniche è un immenso laboratorio sotto
gli eucaliptus, dove il sole, in queste torride giornate d’agosto non si
fa sentire. I ragazzi giocano e imparano. Si orientano sulle mappe con o
senza bussola, elaborano al computer un CD sulla vita del fondatore
Robert Baden Powell, preparano recital e persino un laboratorio
liturgico dove si realizzano paramenti, pane azzimo, vino, le candele di
cera per la celebrazione della messa domenica alle 19.
Tramontana", nei giorni scorsi era impegnata a Maddalena spiaggia per
intraprendere le tecniche della navigazione, "Libeccio" è andato ad
Assemini per imparare l’arte del tornio dai maestri della ceramica e
"Scirocco" è rimasto a Is Olias nel villaggio delle tecniche.
Quotidianamente questi ragazzi sono seguiti da cinquecento tra
educatori, medici, infermieri. Cinque le postazioni di pronto soccorso
con tre ambulanze sul posto 24 ore su 24 e sei telefoni dislocati nella
vasta area. Tutto è organizzato alla perfezione, dagli aspetti
tecnici a quelli sanitari. D'altronde per coordinare e mandare avanti
una comunità di 3250 persone per dieci giorni occorrono quasi due anni
di preparativi e un enorme spiegamento di uomini e mezzi.
L'Agesci ricorda il campo scout con uno speciale timbro postale.
Per l’occasione le Poste Italiane hanno emesso due speciali timbri
dedicati al mega raduno nazionale. Mercoledì e giovedì 30 luglio a Is
Olias è stato allestito un uno sportello postale. Per due giorni le due
”Squadriglie” hanno mandato ai parenti e agli amici la cartolina o la
lettera con il timbro dell’avvenimento. Per due mesi il timbro sarà
nella posta centrale di piazza Carmine a Cagliari. Il prezioso annullo
postale è una iniziativa dell’Agesci che ha voluto festeggiare questo
momento di incontro che si svolge contemporaneamente in Piemonte (Vialfrè),
in Umbria (Monteleone di Spoleto), in Campania (Montella) e a Is Olias
ai piedi dell’oasi del WWF di Monte Arcosu.
Il più anziano scout racconta. Il più anziano è Valeriano
Cinquini. Settantatrè anni, pantaloni corti, cappello e fazzoletto al
collo. Da queste parti lui è il patriarca, conosce metodi e percorsi per
arrivare alle più disparate soluzioni. Campi ne ha visti tanti. Non ha
dubbi: fra quattro anni vuole partecipare, in Inghilterra, nelle colline
di Londra, al campo del centenario. Un raduno internazionale per
festeggiare la data di fondazione degli scout. Il suo sogno nel cassetto
è allestire il museo storico degli scout in Sardegna. Comunque il primo
passo l’ha già fatto con il suo libro: “Cronistoria del movimento scout
in Sardegna dal 1911 al 1976” per il quale ha rinunciato ai diritti
d’autore. Intende comunque continuare a raccontare i nostri giorni.
<<Nel 1944 dalla finestra della casa di mia nonna – racconta – ho visto
un gruppo composto e tutti in pantaloncini corti. Ho scoperto poi che
erano degli scout di Sant’Ilario Colombaia, alla periferia di Firenze.
Quel mondo mi ha subito preso, anche perché per entrare dovevano salire
con una fune dalla finestra, visto che non c’era la porta. A quell’età
era una meravigliosa avventura. Il suo racconto trasporta e l’entusiasmo
di quel lontano ’44 è ancora palpabile e dice, soprattutto ai giovani:
<<Fate quest’avventura nel tempo perché è un percorso che educa e
prepara a saper affrontare le prove della vita>>.
ALCUNI DATI DEL
CAMPO NAZIONALE SCOUT A IS OLIAS
5 sottocampi
420 tende
6 posti telefonici
200 WC chimici accanto ai sottocampi (Libeccio, Scirocco, Grecale e
Tramontana)
400 lavabi
400 docce
1 tenda di primo soccorso
5 posti di medicazione
3 ambulanze
40 tra medici e infermieri
1 palco nel così detto “campo sportivo” con il service per gli
spettacoli e la celebrazione della messa
Dario Serra

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