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Biomasse: il comune presenta ricorso al capo dello stato

Redazione hinterlandacagliari.it

Nella foto di Tonino Cannucci, la centrale di Macchiareddu
Nella foto di Tonino Cannucci, la centrale di Macchiareddu

3 gennaio 2014 - CAPOTERRA, il sindaco Dessì: nelle conferenze dei servizi avrebbero dovuto coinvolgerci perché siamo confinanti. Invece, siamo stati ignorati. L’impianto crea un impatto ambientale che interessa il nostro territorio. Esulta il comitato “No Centrale.it”. Consiglio comunale venerdì 10 gennaio alle 9. Il ricorso sarà presentato direttamente al Capo dello Stato perché il Comune sarebbe parte interessata alla costruzione della centrale a Biomassa a Macchiareddu ma escluso dalle varie conferenze di servizi. L’amministrazione comunale di Francesco Dessì, ha dato mandato all’avvocato Eugenio Lao di preparare tutto la documentazione. Dell’importante passo il Consiglio comunale sarà informato nella seduta mattutina di venerdì 10 gennaio. Saltata la possibilità di presentare ricorso al Tar perché non ci sono certezze sulla data e sulla scadenza dei due mesi utili. Esulta il comitato “No Centrale.it”, che nei mesi scorsi ha presentato 850 firme proprio per portare in Aula il problema della realizzazione dell’impianto. Proprio per questo l’Assemblea civica dell’8 novembre scorso aveva dato mandato ad un legale e in questi giorni c’è la fase finale. “Nelle conferenze dei servizi avrebbero dovuto coinvolgerci perché siamo limitrofi - lamenta il sindaco Dessì - l’impianto crea un impatto ambientale che interessa il nostro territorio. Noi siamo distanti appena 5 chilometri, quindi qualche voce in capitolo avremo dovuta averla. Invece, siamo stati ignorati”. Il Comune dovrò dimostrare le sue ragioni per essere stato ignorato dalle conferenze dei servizi svolte nell’assessorato all’Ambiente e in quello all’Industri per l’autorizzazione unica. In quell’incontro era arrivato il no della Asl 8 e del Corpo Forestale. L’Azienda sanitaria ha messo in evidenza l’aggravarsi del rischio per la salute per l’aumentare delle emissioni nell’atmosfera e per l’incertezza per la provenienza del materiale combustibile. I dirigenti forestali hanno invece messo in dubbio la possibilità di assicurare tutta la biomassa nel mercato regionale. Il rischio è che non si sappia bene che cosa si bruci dentro gli impianti di Macchiareddu. D'altronde le norme nazionali ed europee ammettono come biomasse alcuni tipi di rifiuti. Nei giorni scorsi, la Commissione consiliare di vigilanza ha fatto un sopralluogo ed ha preso atto che lavori nel cantiere sono in fase avanzata. Tutto in salita pensando anche l’investimento di 140 milioni di euro fatto dalla Powercrop di Sesto San Giovanni. “I socialisti non sono a priori contrari alla centrale - chiarisce il capogruppo Christian Ruiu - il problema si pone dal momento che la Regione ha calato dall'alto le procedure senza concertare con il nostro Comune e oltretutto, come si legge nella relazione della Provincia di Cagliari, prevedendo fuori dagli schemi una grande quantità di materie di scarto da bruciare di dubbia origine. Tutto questo è inaccettabile. Noi ci opporremo perché venga tutelata la salute dei cittadini”. Anche “No Centrale.it” non molla e insiste: “Ci domandiamo se questa modalità di approvazione di un progetto industriale abbia garantito nella sostanza il diritto di parola e di pensiero dei cittadini di Capoterra. D’altronde per rispetto dei capoterresi e del loro Comune tutti potrebbero fare un passo indietro, possibilmente prima di gennaio, riconsiderando il tutto oppure ritirando il progetto. Annullando consensualmente la procedura di approvazione e riconoscendo di fatto il diritto di parola. Confermerebbero che nel loro modo di agire personale e istituzionale non c’è stata l’intenzione di escludere”. Bisogna precisare che i lavori per tirar su l’impianto sono iniziati sei mesi fa ed è tutto in regola. Ha ottenuto anche la tanto temuta Valutazione di impatto ambientale, Via dopo aver seguito un lungo percorso che ha portato gli amministratori di via Monti ad Assemini nell’assemblea del 13 marzo 2009 a non batter ciglio sulla questione e quindi a dare l’ok. Liscio come l’olio. Il 28 gennaio di tre anni fa, l’Assemblea civica esprime parere favorevole e subito dopo arriva il sì anche dal Savi.

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