Capoterra, la Tares si fa in 4: la nuova tassa dei rifiuti si paga a rate

In estate arriva la Tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che scatta il 1 gennaio 2013 e sostituirà la vecchia Tarsu. Aumenti del 30% in arrivo e 30 centesimi in più al metro quadro della casa come fondo si solidarietà ai Comuni dopo che Letta, con il Patto di stabilità ha varato il decreto che prevede che l’Imu dei siti industriali, delle grandi produzioni e degli impianti energetici resti nelle casse del Governo. Adesso è così, poi se a Roma da qui a settembre riusciranno a trovare le necessarie coperture finanziarie bene, altrimenti sarà ripristinata anche l’Imu sulla prima casa. Forse anche l’aumento dell’Iva.
I 30 centesimi del fondo di solidarietà della Tares, dovrebbero arginare in parte la perdita.
Tutti i Comuni sono in grave difficoltà e non riescono a far quadrare i conti per il bilancio di previsione che dovrà essere approvato entro fine giugno. La Giunta di Francesco Dessì ha deliberato e a breve sarà portato in Consiglio comunale, perché approvi la suddivisione della Tares in 4 rate da luglio 2013 a dicembre.
“Abbiamo voluto venire incontro alle difficoltà economiche del momento. Dividere i costi in 6 mesi sarà un vantaggio”, chiarisce il sindaco. La maggioranza dei 377 Comuni sardi avrà grosse difficoltà a chiudere i bilanci, tra sospensione dell’Imu, Tares e limiti del Patto di stabilità. L’allarme era stato lanciato anche dall’Anci.
“Purtroppo il prossimo anno mancheranno nelle Casse del Comune 600 mila euro – chiarisce Giacomo Mallus, presidente della commissione Bilancio – per l’esenzione Imu sulla prima casa. Peccato che nessuno ha ancora spiegato come compensare le minori entrate”.
Poi c’è da aggiungere che i soldi dell’Imu sui siti industriali, vanno a Roma per non far più ritorno. Piangono le casse di Sarroch, Assemini ed Elmas. Anche a Capoterra, che fa parte del Cacip, i conti non tornano, perché nelle casse mancheranno parecchi quattrini. Entravano 1 milione e 600 mila euro per la prima casa e 1 milione per gli altri fabbricati. Ora sarà tutt’altra storia.
Le Amministrazioni d’ora in poi, o almeno sino a settembre prossimo, dovranno spendere ogni mese un dodicesimo di quello che hanno sborsato lo scorso anno. “Si prevede un incremento delle bollette sino al 30% in quanto è dovuta dal contribuente una maggiorazione pari a 30 centesimi a metro quadro per coprire il costo degli altri servizi comunali. Questo aumento però inspiegabilmente sarà versato allo Stato”, conclude Mallus. Nei prossimi giorni, dovrebbero arrivare le nuove bollette dell’acqua del 2011. Sostituiranno quelle annullate.

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