Finiti i massi per le barriere del litorale di Frutti d’Oro

CAPOTERRA, pagamenti in extremis, per la ripresa dei lavori. Arriva il rebus dove trovare i massi per tirar su le barriere a mare. I residenti delle zone preoccupati sollecitano gli uffici comunali che risolvano problemi ed ostacoli burocratici.

L’assessore Farigu: Risolveremo nel più breve tempo possibile ogni situazione

Demuru: l’erosione avanza e occorre sempre più materiale. Mettere in sicurezza il litorale e fare il ripascimento è una nostra priorità.

Frau: i massi bisogna andare a prenderli sempre più lontani. Occorrono oltre 4 mila euro di gasolio. Senza contare la giornata ai dipendenti

Da un po’ di tempo a questa parte i problemi per il proseguimento dei lavori dei pennelli, le barriere antierosione nel litorale di Frutti d’Oro II, sono sempre gli stessi.
Le gigantesche pietre caratteristiche e i soldi che arrivano a singhiozzo per via del patto di stabilità.
A metà gennaio la Ragioneria comunale ha fatto il bonifico per pagare la fattura di 195 mila euro alla Ciro Menotti che arriveranno alla Manservigi che ha ottenuto i lavori in subappalto.
Magari serviranno altri soldi per l’avanzamento ai lavori.
I lavori riprenderanno? Per ora, no.
Altro problema: “I massi bisogna andare a prenderli sempre più lontani. parecchio gasolio e lavoro in più per l’impresa.
Tanto per dare l’idea i mezzi tutto il giorno in funzione vogliono oltre 4 mila euro di gasolio. Senza contare la giornata ai dipendenti – chiarisce Gigi Frau – poi c’è da mettere in conto relazioni e verbali da firmare che fanno passare i giorni.
La questione pietre va risolta perché da tempo i lavori restano fermi per questo motivo”.
Il presidente della commissione Lavori pubblici, Efisio Demuru prosegue: “L’erosione avanza e occorre sempre più materiale. Questo significa che al capitolato d’appalto bisognerà aggiungere tra le 50 e 100 mila euro proprio per venire incontro all’azienda che ha maggiori costi. Chiudere l’intervento, mettere in sicurezza il litorale e fare il ripascimento è una nostra priorità”.
Al momento c‘è uno stop.
Probabilmente sarà necessaria una perizia di variante e magari una variazione del capitolato d’appalto perché più i tempi si allungano, più i costi lievitano e l’azienda non rientrerebbe più nelle spese stabilite qualche anno fa.
L’assessore ai Lavori pubblici Armando Farigu di problemi e inghippi non ne vuol, sentire parlare: “Abbiamo tutto l’interesso di chiudere la questione e mettere in sicurezza gli abitanti delle zone a mare. Risolvere nel più breve tempo possibile ogni situazione”.
Non è dato sapere quando i motori riaccenderanno e butteranno in mare nuovamente gli enormi massi per innalzare le barriere.
Intanto il direttore ai lavori Nicola Montaldo e l’impresa cercano le giganteschi pietre di granito per realizzare il terzo pennello, perché per portare avanti i primi due è servito molto materiale.
L’erosione era ben oltre le previsioni.
Ecco, perché adesso vengono a galla varie proposte. A quanto pare tutte in salita. Il progetto delle tre barriere a mare risale al 1997 con un finanziamento dei Piani integrati d’Aria, per essere più precisi, la gara è stata vinta dalla Ciro Menotti società cooperativa per azioni per 1 milione di euro e oltre 41 mila per la sicurezza.
L’iter è stato bloccato più volte per il ricco patrimonio archeologico nascosto dal mare. Molti reperti sono andati persi come una magnifica villa romana che a memoria di persone attendibili si può localizzare nei d’intorni di Frutti d’Oro II.
Mentre a pochi metri dalla riva sono sommersi dei dolium, scoperti da un sub di Maddalena oltre 10 anni fa.
Più volte è stato tentato il recupero ma sempre fallito per la complessa operazione. Nel 2011 arriva il bando Litus di 300 mila euro per la rinaturalizzazione, ripascimento della spiaggia con dune di sabbia portate dalle cave di Gannì nei Comuni di Quartu e Maracalagonis.
Interventi per migliorare e rendere fruibile tutto il litorale.
Ma soprattutto, per la messa in sicurezza ed evitare che l’acqua del mare arrivi sino al salotto di casa, come purtroppo è successo il 4 e 5 marzo scorso.
Attualmente i lavori per la ricerca dei blocchi di granito sono fermi. Ma le ultime notizie non sembrano confortanti. Presto bisogna, guardare anche alla messa in sicurezze delle zone a mare di Torre degli Ulivi e attendere l’ok dagli uffici regionali e i finanziamenti:
“Si tratta di un progetto di protezione civile e di messa in sicurezza delle abitazioni costiere – continua Demuru – ora è urgente volgere la stessa attenzione a Torre degli Ulivi.
Recentemente, abbiano chiesto all’assessorato regionale alla Programmazione di finanziare anche questi lavori.
Qui l’erosione ha creato problemi gravissimi per il territorio e per i residenti, ha anche cancellato la vecchia litoranea che correva tra la prima fila delle villette e la battigia”.
I residenti delle zone a mare osservano tutti i giorni e sperano che la ruspa accenda i motori.
Quotidianamente vanno in riva al litorale e contano da quante settimane i mezzi son fermi. Preoccupati sollecitano gli uffici comunali che risolvano problemi ed ostacoli burocratici.

www.hinterlandcagliari.it

Immagini collegate: