Maggioranza allo sbando e opposizione all’attacco: il PUC non sarà approvato

CAPOTERRA, Cabiddu, Fiume e Ruiu restano in aula con la minoranza quando la coalizione Dessì abbandona l’aula e fa mancare il numero legale.

Non c’è accordo sul Suap.

Affondo di Corda su Facebook.

L’opposizione non concede sconti: quindi non è solo questione di Suap ma il problema è politico nonostante il rimpasto in giunta e due nuovi ingressi in Consiglio.

Interrogazione di Fiume: hinterland è servito dai trasporti e dobbiamo insistere perché lo sia anche il nostro territorio magari anche aumentando le fermate dell’Arst.

Il sindaco: nessuna crisi. Ci sono questioni da affrontare e chiarire. Gli assenti hanno problemi di lavoro, familiari e di salute

All’inizio ha barcollato, tentennato.
Ma non c’era l’aria di festa per aver portato a termine il rimpasto più volte annunciato.
La tensione tra i banchi della coalizione di Francesco Dessì era palpabile. Non c’era accordo. In teoria sull’adesione al consorzio Cisa di Serramanna che dovrà gestire, lo sportello per le Attività produttive cioè il Suap, dopo che l’ufficio del palazzo di via Cagliari è rimasto vuoto tra malattia del dipendente e il trasferimento dell’ingegner Sara Lai.
Il problema è politico. Come aveva dichiarato il rappresentante dell’assemblea nazionale Efisio Demuru, il più votato tre anni fa. “Questo nuovo scenario non risolve i problemi perché restano tutti quanti.
È stato fatto solo un passo tecnico.
Rimane il discorso politico da affrontare.
Il partito non esiste e da parecchio che non ci riuniamo. Mi son candidato alle primarie con lo slogan “Capoterra cambia passo”, per essere alternativo alla linea Dessì.
Ha vinto lui con una larga maggioranza ed io lo sosterrò ma non possono chiedermi di fare il suo collaboratore.
Ebbene non c’è stata la svolta.
Certo come più votato avrei preferito un maggior coinvolgimento ma così non è stato. Questo significa che la mia alzata di mano in Consiglio avrà un peso maggiore”, aveva fatto sapere Demuru, all’inizio della settimana appena era stato reso noto il rimpasto in giunta.
Tutt’altra visione il suo capogruppo Marco Zaccheddu che ha parlato di una svolta per portare a termine il progetto elettorale.
A quanto sembra, i problemi nascono nel giugno 2011.
Quando una parte del Pd, la maggioritaria nel gruppo ma non nel partito, ha tentato di ignorare tutti quelli che avessero idee diverse dal presidente dell’assemblea Giorgio Marongiu e dal sindaco Francesco Dessi…

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