Tasse sparite, la rivincita di Capoterra: beni pignorati alla ditta Gema

Una rivincita di Capoterra per i soldi spariti delle tasse: “I due milioni e 168 mila euro del mancato versamento nelle casse comunali dell’ex agenzia di riscossione Gema saranno recuperati pignorando i beni immobili della società e qualcosa dai conti correnti bancari – ha detto il sindaco Francesco Dessì- la sentenza della Corte dei conti parla chiaro. Il collegio presieduto da Marino Benussi ha ordinato anche la conversione in pignoramento del sequestro conservativo deciso il 2 giugno dello scorso anno dalla Procura contabile che aveva congelato i beni alla società foggiana”. Probabilmente 200 mila euro potranno essere recuperati dalla vendita dell’edificio dell’ex Agenzia in via XXV Luglio, ma il grosso dovrebbe arrivare dalla sede di Foggia. Un immenso edificio che vale alcuni milioni di euro: “Siamo il primo Comune che ha denunciato Gema per il mancato introito dei tributi e quindi ha fatto scattare l’allarme – precisa Giacomo Mallus, presidente della Commissione Bilancio, che della questione economica se ne occuperà giovedì – i nostri legali stanno lavorando per rendere immediato il decreto ingiuntivo sugli immobili della Gema. In più qualcosa dovrebbe arrivare dai quattrini congelati in banca”. Dal punto di vista istituzionale e legale se ne occuperà martedì l’equipe presieduta da Fabrizio Cau. Dopo la burrasca durata un anno, arriva la fiducia. Un periodaccio per l’amministrazione Dessì non solo dal punto di vista dei conti ma anche politico. Acqua passata. Adesso nel palazzo comunale filtra la luce che illumina l’ottimismo. Insomma, c’è fiducia nel poter recuperare quella montagna di denaro.

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