Tutti contro il rock nazifascista. Il sindaco: io non darei l’autorizzazione

Anche il sindaco di Uta Giuseppe Pibia è contrario alla rassegna rock di estrema destra, “Sei diventata nera”. “Fosse per me non lo autorizzerei. Ma è una questione extra comunale che riguarda Prefettura e Questura di Cagliari. Sinora comunque non è arrivata nessuna comunicazione. In tutti i casi, questa è la settima edizione. Adesso mi domando: ma che cosa hanno fatto quelli che c’erano prima di me per impedirla? Non accetto lezioni da chi negli anni precedenti ha sempre tollerato l’evento”. Appena ha visto la mozione presentata ieri dagli esponenti di minoranza e firmata dal segretario del Pd, Ignazio Pinna, il capo della coalizione ha reagito duramente: “Io amministro da tre anni e in Giunta ho Angelo Piscedda, Sergio Collu e Francesco Fenu esponenti dei Democratici. Queste sono solo strumentalizzazioni, che guardino piuttosto i documenti che hanno scritto per impedire le passate edizioni”.

La manifestazione promossa da Sardegna Skinheads, anche se è sparita dal sito web, riporta alla ribalta le vecchie dispute all’interno del Pd. Un gruppo dentro e l’altro che annuncia battaglia all’opposizione.

“Chiediamo che dichiari pubblicamente che non si svolgano né ora né in futuro nel territorio del Comune di Uta iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica – dice il Segretario cittadino, Ignazio Pinna – riteniamo che la manifestazione potrebbe turbare l’ordine pubblico, incutendo timori e preoccupazione fra le persone. Potrebbe diffondere un clima di odio perché seguirebbe le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”, aveva scritto il Partito Democratico di Uta. Oggi è arrivata la risposta.

Non cessano, quindi le polemiche sulla settima rassegna rock di estrema destra: “Sei diventata nera” tra gli oppositori anche Sel e l’Anpi, l’Associazione nazionale Partigiani d’Italia: “Facciamo appello al Prefetto e al Questore perché non consentano questo raduno che contrasta con le leggi Scelba e Mancino. Inoltre, ci appelliamo alle amministrazioni comunali che hanno competenza sul territorio perché non diano l’autorizzazione per lo svolgimento del raduno – scrive il presidente, Marco Sini – abbiamo sempre denunciato e continueremo e continueremo a farlo perchè questo evento appartiene ai così detti concerti nazi-rock, di chiara marca fascista e nazista, come quello che si è tenuto recentemente nei pressi di Rogoredo, in provincia di Milano per festeggiare il compleanno di Hitler e per raccogliere fondi per le spese processuali di gruppi skinheads romani. Anche quello previsto a Uta è accompagnato dal solito corollario di frasi volgari e ripugnanti che fanno riferimento a pseudo valori di esaltazione della razza e quindi di razzismo, antisemitismo e odio verso il diverso e la simbologia fascista e nazista, appunto, a braccia tese. Nell’evento nazi-rock è anche presente un improbabile e strumentale riferimento a valori identitari sardi”.
Sulla stessa linea l’esponente del Pd Efisio Demuru che sulla questione non ha mai abbassato la guardia: “Inneggiare al Nazismo e al Fascismo è reato. Sono ideologie distruttive che hanno causato milioni di vittime. Capoterra è una città aperta e coinvolgente e non può essere associata, senza indignazione, alle ideologie nazi-fasciste”.

Una rassegna che nessuno vorrebbe nel proprio territorio. Intanto, Il 9 e 10 agosto si rinnova per la settima volta, nello spazio della chiesetta di Santa Lucia, così indicata “Area 28” , quindi territorio di Uta anche se da Capoterra dista poco meno di 5 chilometri. Qui c’è un enorme capannone, pare il proprietario sia un esponente di Capoterra che ospita l’evento in cui arrivano poco più di 100 aderenti. Sul palco, si dovrebbero esibire gruppi di successo e un ospite a sorpresa, anche se nel loro sito internet non appare più nulla.

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