Un banale ricorso blocca i lavori per la sicurezza a Capoterra: gli alluvionati protestano sotto il palazzo della Regione

A quattro anni dall’alluvione che ha colpito Capoterra, provocando quattro morti e innumerevoli danni in tutto il litorale, ancora non è stata realizzata nessuna opera di sicurezza idrogeologica del territorio. Per questo, stamattina, numerosi capoterresi si sono presentati davanti al Palazzo della Regione, preoccupati davanti a questo silenzio politico che da troppo tempo regna, per chiedere spiegazioni circa il mancato proseguimento dei lavori nel primo lotto. A fine mattinata sono stati ricevuti dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angela Nonnis, che ha spiegato loro i motivi di questo blocco dei lavori, e ha mostrato disponibilità per un prossimo incontro. “L’assessore ci ha spiegato che c’è stato un ricorso da parte della ditta terza classificata nel bando d’appalto per i lavori nel primo lotto: non si sa bene quali siano questi motivi, ma ciò ha precluso il proseguimento dei lavori”, ha spiegato Carlo Carcangiu, presidente del movimento “Capoterra: Solidarietà, Pari Dignità”, nato dopo l’alluvione del 2009, ma che si occupa anche delle problematiche del territorio di Capoterra in generale. “Entro novembre – continua Carlo Carcangiu- il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato da questa ditta. Intanto l’assessore Nonnis si è dimostrata molto disponibile con noi, e ci ha promesso a breve un altro incontro per darci delle garanzie. Siamo molto preoccupati perchè la tragica vicenda di quattro anni fa potrebbe ripresentarsi, e in ogni caso siamo convinti che sia giusto creare prevenzione per noi, e soprattutto per le nuove generazioni che hanno il diritto di abitare in un territorio sicuro”.
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