Mareggiate, in ritardo le barriere

Il progetto per la realizzazione dei cinque pennelli antierosione e per il ripascimento è pronto da un anno. Attesa a Frutti d’Oro.
Cinque pennelli contro le mareggiate e un ripascimento per chiudere il capitolo erosione. Per salvare le case di Frutti D’oro, c’è pronto un vero e proprio piano di salvaguardia. Un progetto approvato da oltre dodici mesi e finanziato, grazie a un accordo di programma siglato nel lontano 1998, con un milione e 300 mila euro. La sterzata del 2009 aveva messo fine a un’attesa durata ben undici anni tra le proteste e la rabbia dei residenti che ogni autunno e tutti gli inverni, puntualmente, si ritrovavano il mare in casa. Com’è avvenuto nei giorni scorsi, quando una sciroccata ha continuato l’opera devastatrice abbattendo parte del muro di cinta che separa il viale della lottizzazione e provocando ancora danni alla rete idrica e fognaria.
Eppure nonostante le emergenze (al di là del problema prettamente ambientale, ora la questione ha assunto carattere di vera protezione civile), il programma definitivo di difesa, bonifica e sistemazione della fascia costiera resta al palo. L’inghippo, che sta ostacolando i lavori, sta tutto nel cosiddetto “piano di caratterizzazione ambientale”. Anche il tratto di mare su cui dovrebbero sorgere le barriere antierosione è sottoposta ai rigidi vincoli del ministero dell’Ambiente visto che rientra nell’immensa perimetrazione del sito di interesse nazionale Sulcis-Iglesiente-Guspinese su cui si sarebbe dovuta avviare un programma di bonifica. Mai cominciato. Mai finanziato.
«Il ministero – spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Efisio Demuru – ha chiesto e imposto la predisposizione dei carotaggi sul fondo del mare in sette punti, che poi corrispondono all’incirca alle aree dei pennelli e a quelle su cui si interverà con il ripascimento. Adesso ci vorrà una conferenza dei servizi, passeranno altri mesi, mentre, sia chiaro nel rispetto delle singole competenze, per noi il problema è diventato di protezione civile e come tale necessita di un’accelerata». Ne è convinto anche l’ingegner Nicola Montaldo, docente di costruzioni idrauliche marittime e consulente del progetto. «Tre settimane abbiano presentato il piano di caratterizzazione, da tempo stiamo dialogando col ministero e in particolare con l’istituto Ispra, così come il confronto non è mai mancato con l’Agenzia regionale per l’ambiente ma non si è riusciti ancora a far partire il progetto». L’assessore Demuru ricorda che il bando per poter affidare i lavori è pronto, ma non va avanti. «Vaglielo a spiegare a chi sta sopportando i disagi e le calamità accentuate dall’ultima alluvione del 22 ottobre, che non è il Comune ad essere latitante ma che proprio l’amministrazione sta sbattendo contro muri invalicabili. O ragioniamo tutti insieme convincendoci che quello del nostro litorale è un caso di protezione civile oppure non riusciremo ad andare avanti».
Intanto, nell’attesa, c’è la necessità di intervenire immediatamente per tappare le falle. «Il condominio di Frutti d’Oro ci ha presentato un preventivo di spesa per i danni causati dalle ultime mareggiate, serviranno ottanta, novantamila euro», dice Demuru. «Siamo preoccupati, non si riesce a dare gambe al progetto, le stiamo provando tutte. Ora dobbiamo cercare di mettere in campo un po’ di quattrini per mettere a disposizione dei Frutti d’Oro un contributo per realizzare le opere provvisorie di protezione. Perché le case vanno protette e bisogna farlo subito», conclude il sindaco Giorgio Marongiu.

ANDREA PIRAS
da L’Unione Sarda del 25 febbraio 2010

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