Ordinanza sugli alcolici a Capoterra, c’è il dietrofront: “E’ stata rivista”

Dopo le barricate di bar e pizzerie la minaccia di chiudere le attività e di fare una raccolta di firme, il sindaco Francesco Dessì fa dietrofront sull’ordinanza della vendita degli alcolici a Capoterra dalle 19 alle 6 del giorno dopo e lo stop nei locali dalle 23 alle 6. La novità consiste nel fatto che il divieto di portar via le bottiglie e lattine parte dalle 21 ed è esteso a tutto il territorio di Capoterra. Mentre, all’interno dei locali non c’è più il limite d’orario per la vendita di alcolici. L’importante è che la notte non si vedano persone in giro con bottiglie in mano. Le multe restano da 25 a 500 euro, non sono cambiate.

Proteste nei locali e pub non solo intorno alla tanto discussa Piazza Liori, ma all’interno della Coalizione non sono mancati i mal di pancia. Lo stesso Assessore alle Attività produttive, Beniamino Piga, dopo le lamentele di questi giorni, ha ripetuto più volte che stamattina sarebbe stata rivista e completamente cambiata.
Nella zona Liori e nel raggio di 500 metri si sentivano penalizzati e fino a ieri hanno fatto sentire la loro voce: “Vogliono farci chiudere. Qui ci sono in gioco il nostro lavoro e di tanti altri. Uno può andare ad ubriacarsi altrove e poi può sempre arrivare sino in piazza a creare disordini. Intanto, gli altri vendono e noi no”.

Da oggi qualcosa è cambiato e sarà così sino al 30 agosto e non più al 30 settembre: “Adesso non si possono portar fuori dal locale le bottiglie e lattine dalle 21. Ma se uno acquista le pizze e le birre può prenderle purché le consumi a casa. Infine, è stato eliminato il divieto di vendere alcolici dentro i locali – chiarisce l’Assessore Piga – le norme restrittive, mettono in ginocchio i locali che attendono il periodo estivo per guadagnare qualcosa in più. Non dimentichiamo, la piazza con l’Estate capoterrese e in un certo senso far abbassare le serrande alle 23 non è segno di una città che vuol diventare sempre più turistica. Il nostro obiettivo è quello di attenuare il disagio giovanile e che qua e là non vorremo trovare cumuli di bottiglie”.
Insomma, secondo quanto si legge nell’ordinanza, l’intenzione dell’Amministrazione comunale è quello del decoro del territorio. Abbruttiscono piazze e strade tante bottiglie disseminate, senza contare che alcuni ragazzi, anche minorenni, usano i cocci come armi. Non è certo quindi quello di impedire di vendere alcolici nei bar, pizzerie e ristoranti.

“La cosa è stata rivista ed è un dato positivo. Mentre i problemi evidenziati nell’ordinanza sono più complessi e vanno analizzati con attenzione – dice Efisio Demuru del Pd, la Compagine che sostiene Dessì – i problemi sociali ci sono qui come ovunque. Il disagio cresce, quanto per problematiche individuali sia per una grave crisi di valori e di aspettative sociali. Noia e alcool sono solo l’ultimo tassello”.
Il suo compagno di partito, Giacomo Mallus aggiunge: “La prima ordinanza, dava una immagine di Capoterra che non condividevo. Abbiamo tanti problemi, ma a fronte di qualche concittadino che non si comporta civilmente, sono in tanti quelli che si prodigano per rendere migliore la nostra comunità”.

Comunque, si vogliano vedere le cose, il capo dell’Amministrazione dice basta alle rissa in piazza, alle bottiglie di vetro spaccate e utilizzate come armi. I minorenni bevono parecchio. Bisogna porre rimedio al più presto. In un certo senso il limite di sopportazione a cui mettere un paletto è arrivato.
Vetrine infrante, schiamazzi, il nuovo oratorio preda di atti vandalici, la testa mozzata della statua di Sant’Ignazio in piazza Chiesa, telecamere di sorveglianza ridotte in frantumi e la scritta di Capoterra nella rotonda all’ingresso del paese completamente demolita e recentemente restaurata. D’estate, non sono sufficienti le 150 telecamere di sorveglianza sparse qua e là. Adesso bisogna andar giù pesante.

“Il problema esiste – spiega l’Assessore alle politiche sociali, Walter Cocco – da tempo abbiamo avviato dei progetti educativi nelle Scuole Medie. Vogliamo aiutare gli adulti perché diano una mano ai giovani. I conflitti ci sono, inutile negarlo e abbiamo impegnato le risorse finanziarie delle estreme povertà per avviare percorsi ad hoc. La strada è lunga e i risultati si vedranno fra qualche anno”.

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