La protesta: il Comune chiede le ricevute dei pagamenti di acqua, Tarsu e Ici

CAPOTERRA, lunga fila all’ufficio Tributi per dimostrare l’avvenuto pagamento.

Sale il malcontento e la protesta.

In arrivo 2800 raccomandate.

La nuova società che incasserà i tributi ma non li gestirà. Dovrà occuparsi anche della lotta all’evasione con una banca dati incrociati che prevede il controllo delle utenze dell’energia elettrica, case e terreni. Si volta pagina per dimenticare il caso Gema.

Domani alle 19 Consiglio comunale per la riconferma dei Revisori. Problemi in maggioranza, Cabiddu e Ruiu non sono d’accordo.

L’ufficio Tributi preso d’assalto da cittadini che in questi giorni hanno ricevuto la lettera raccomandata in cui il comune sollecita i pagamenti di acqua, Tarsu e Ici anche del 2008.
In tanti hanno in mano il versamento effettuato e fanno la fila per annullare il sollecito.
Disagi e tempo perso.
A questi aggiungono i cittadini che dicono di aver pagato ma non ritrovano, dopo tanti anni le ricevute. Cambio di casa e l’alluvione del 2008 hanno contribuito a far finire il bollettino chissà dove.
Le proteste in questi giorni si fanno sentire e chissà per quanto tempo ancora.
Al momento, il postino dovrà recapitare oltre 2 mila e 800 lettere dove c’è l’importo dovuto da versare entro 60 giorni.
Dopo di che passerà al recupero coattivo con tutte le spese aggiuntive che ne derivano. E non c’è prescrizione che tanga.
Insomma, secondo l’ufficio del palazzo municipale in parecchi hanno ‘evaso’. In tanti avrebbero lasciato le bollette da pagare in qualche cassetto. Non resta che rovistare per la casa e trovare la fatidica ricevuta già pagata 6 anni fa.
“Capisco i disagi ma la ricerca dei tributi non pagati va fatto – chiarisce il presidente della commissione Bilancio, Giacomo Mallus – comunque su 2800 raccomanda inviate gli errori saranno non oltre 20.
Il problema si risolve mostrando all’ufficio tributi l’avvenuto pagamento”.
Nel palazzo di via Cagliari la parola d’ordine è tolleranza zero contro l’evasione.
Proprio per questo poco prima delle feste natalizie, il Consiglio comunale, ha dato l’ok alla nuova agenzia di riscossione, perché l’affidamento, in via provvisoria, al Banco di Sardegna sta per scadere.
Si volta pagina.
Infatti, il nuovo servizio sarà una sorta di società esternalizzata perché il Comune non ha personale che possa lavorare per riscuotere i tributi. Inoltre, dovrà occuparsi anche della lotta all’evasione con una banca dati incrociati che prevede il controllo delle utenze dell’energia elettrica, case, terreni.
A tutt’oggi gli uffici non conoscono i proprietari dei numerosi terreni edificabili. Molti sono sconosciuti. Ma la sacca di evasione da queste parti non è allarmante.
È stato più volte sottolineato durante l’Assemblea dagli esponenti della coalizione di Francesco Dessì.
“La nuova società incasserà i tributi ma non li gestirà – prosegue Giacomo Mallus – si cambia totalmente mai più concessionario ma una società che presterà alcuni servizi.
I soldi dei contribuenti arrivano direttamente alle casse comunali.
In più dovrà occuparsi della lotta all’evasione con degli strumenti moderni come ad esempio una banca dati che faccia i controlli incrociati in una visone globale per individuare che non paga e per quanto”.
Tutti vogliono dimenticare il fattaccio Gema, l’ex agenzia di riscossione, i due milioni e 168 mila euro del mancato versamento nelle casse comunali e il fallimento della secolare società.
Intanto domani alle 19 ci sarà Consiglio comunale per la riconferma per altri tre anni dei Revisori dei conti.
Si preannuncia scintille. Nella coalizione Dessì, contrario Christian Ruiu del partito del sindaco e Giuseppe Cabiddu. Anche la minoranza ha già detto no.
Domani non mancheranno certo le sorprese.

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